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Palazzo Santacroce Il palazzo si affaccia sulla piazzetta che
precede la cattedrale.
Prima della costruzione dell'attuale edificio lo slargo su cui si affacciava
il Duomo risultava molto più ampio. La potenza della famiglia Santa Croce permise
però che la sua costruzione fosse tollerata.
La parte inferiore della facciata, risalente al XIV seclo, conserva i caratteri
tipici dell'architettura medievale.
Portale centrale con arco ogivale riquadrato, paramento in bugnato rustico e
assenza, in origine, di altre aperture o finestre.
Dal portale si accede ad un ampio cortile interno.
Il piano superiore appare evidentemente di epoca moderna, caratterizzato com'è
da ampie finestre allungate, delle quali una al centro con un piccolo balcone.
Questa finestra centrale, in asse con il portale, appare sormontata da un timpano
triangolare.
Il paramento di questo secondo piano è a calce scandito da lisce lesene che
proseguono verso il cornicione gli stipiti lisci delle finestre. Due larghe
lesene, anch'esse lisce e piatte, inquadrano la finestra centrale.
In ultimo è da notare, anche in palazzo Santa Croce, la ricorrenza del motivo
dell'arco ogivale riquadrato, motivo che ritroviamo in molti altri palazzi.
Palzzo De Martino Il palazzo si apre su uno dei corsi principali della città
di fronte a palazzo Gentile.
L'edificio risale con certezza alla fine del XVI secolo, i documenti dicono
infatti che esso nel 1599 apparteneva alla famiglia Marulli.
L'edificio, oltre alla eccezionale bellezza, ritrovata dopo recente restauro,
possiede per Barletta un significato storico particolare: esso ha ospitato i
sovrani del periodo francese del Regno di Napoli, Giusappe Bonaparte nel 1807
e Gioacchino Murat nel 1813.
Il piano terra, rivestito a bugnato a fasce orizzontali alternate (sporgenti
e rientranti) è scandito da quattro portoni. Il principale, con arco a tutto
sesto, immette nel cortile centrale, su cui si aprono numerose botteghe.
Anche gli altri portali della facciata hanno la funzione di botteghe in stile
cosiddetto "alla romana".
Il piano superiore, diviso da una cornice marcapiano, è compartito da sei lesene
con basamento in pietra e coronate capitelli compositi.
Vi si aprono cinque finestre-balconate sormontate da corone di alloro. Il medesimo
motivo di lesene e finestre prosegue sulla facciata laterale affacciata sullo
slargo di San Domenico. La facciata termina in un aggettante cornicione.