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22-23 febbraio
ore 10.00 -durata 70’
Cerchio di Gesso
con il Patrocinio di UNICEF e AMNESTY INTERNATIONAL
“TUANI “ los reyes
de la calle
dal libro di Gianluigi Gherzi e Giovanni Giacopuzzi
con Mario Pierrotti, Mariantonietta Mennuni, Carlo Loiudice
regia Gianluigi Gherzi
Scuole consigliate:
3° media inferiore e superiori
Con
“Tuani” ci rechiamo dall’altra parte del mondo: in Brasile.
Andiamo a trovare i bambini di strada, quelli che in Italia conosciamo
solo come uno dei luoghi comuni più devastanti della cultura latino
americana e che invece qui vengono analizzati e proposti nella loro realtà
più profonda.
È difficile per un abitante del nostro ricco mondo occidentale
capire che la vita di strada, molte volte, per i bambini sud americani
rappresenta il solo modo per sfuggire da una esistenza, se non da una
fine, ancora peggiore.
Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro sarebbero 17
milioni i bambini nella sola America Latina costretti a lavorare, spesso
in condizioni difficili e in presenza di forme di vero schiavismo. Nel
2002 circa 150 mila giovani e bambini messicani hanno tentato l’entrata
clandestina negli Stati Uniti. Molti di loro non ce l’hanno fatta.
Caduti nelle reti della prostituzione, svenduti dai polleros, i trafficanti
di clandestini, o morti nelle zone desertiche del confine messicano statunitense.
Ecco allora che proprio la strada diventa il luogo in cui i bambini cercano
la sopravvivenza per sfuggire alle guerre fra bande che li decimano nelle
favelas, ai mercanti di schiavi o, peggio, di organi.
Nelle strade delle grandi città i bambini sud americani hanno la
possibilità di accedere a fonti alimentari, seppure scadenti, di
trovare dei piccoli lavori, o, nella peggiore delle ipotesi, di elemosinare
quel minimo di denaro necessario per superare la giornata.
Queste ed altre informazioni sono presenti nel libro da cui è tratto
questo importante spettacolo creato dalla compagnia pugliese Cerchio di
gesso. Uno spettacolo che si avvale della regia di Gianluigi Gherzi, uno
degli autori del libro, proveniente da una lunga esperienza di attività
teatrale svolta a contatto con gli adolescenti delle periferie metropolitane,
Milano, Napoli, ecc., nonché alcune città sudamericane.
L’attività di conduzione laboratoriale svolta in centri sociali
a contatto con giovani adolescenti ha costituito per Gherzi una sofferta
formazione sul problema dell’infanzia negata. L’esperienza
e la sensibilità acuita in questo percorso si esprime attraverso
il linguaggio teatrale nello spettacolo, con tutta la violenza di una
condizione umana disperata per un adulto, e tanto più per dei bambini.
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